How to find your OpenAI API key for AI Content Generator (Italian version)

How to find your OpenAI API key for AI Content Generator (Italian version)
In lettura: How to find your OpenAI API key for AI Content Generator (Italian version)

Se vuoi far scrivere articoli WordPress a GPT-4o, GPT-4 Turbo o qualsiasi altro modello OpenAI, il plugin AI Content Generator ha bisogno di una API key che identifichi il tuo account OpenAI. Questo tutorial ti guida passo passo attraverso il flusso completo in italiano: creazione della key nella OpenAI Platform, configurazione della carta di credito, incolla della chiave nelle Impostazioni del plugin, scelta del modello di default, verifica con una campagna di test.

Alla fine avrai una chiave che inizia per sk- salvata dentro AI Content Generator, un modello OpenAI selezionato come default, e una prima bozza scritta dall’AI nella tua lista Articoli → Bozze. Il processo richiede dieci-quindici minuti la prima volta, e circa due minuti ogni volta che dovrai rigenerare la chiave in futuro.

Cosa è davvero una API key OpenAI

Una API key è una lunga stringa segreta (inizia con sk-) che identifica il tuo account OpenAI ogni volta che un software chiama le API di OpenAI per tuo conto. OpenAI la usa per autenticare la richiesta, applicare i limiti di rate del tuo piano e imputare i costi al tuo saldo di crediti.

Due conseguenze da tenere a mente: la key è sensibile come una password (chi ce l’ha può spendere i tuoi crediti), e ogni chiamata al modello dal plugin consuma token — sia in input (il brief, il titolo, le istruzioni) sia in output (l’articolo stesso). I costi sono prevedibili una volta noto il tuo target di lunghezza articolo, ma una campagna mal configurata può bruciare crediti in fretta se non impostiamo i guardrail al passo 5.

Passo 1 — Accedi alla OpenAI Platform

Apri https://platform.openai.com nel browser. Se già usi ChatGPT con la stessa email, le credenziali funzionano anche qui — ma la Platform è un’area separata dedicata a sviluppatori e clienti API, con fatturazione, dashboard di uso, progetti e API key.

Se non hai ancora un account, clicca Sign up, completa la verifica email + telefono, e atterrerai sulla dashboard della Platform. Al primo login ti verrà chiesto di creare un progetto di default — puoi rinominarlo in “Il mio sito WordPress” così lo riconoscerai nei grafici di uso successivi.

Passo 2 — Apri la pagina API keys

Una volta loggato, guarda la sidebar sinistra della Platform. Troverai una sezione chiamata API keys (a volte etichettata Keys). L’URL diretto è https://platform.openai.com/api-keys.

È la pagina dove vive ogni chiave associata al tuo account. Se è la prima volta vedrai una lista vuota con un pulsante evidente Create new secret key. Se hai già creato chiavi per altri strumenti (Cursor, uno script interno, un’integrazione Zapier) le vedrai elencate con nome, progetto di appartenenza, data ultimo uso e un pulsante revoke.

Passo 3 — Crea una nuova chiave segreta

Clicca Create new secret key. Si apre un piccolo dialog con tre campi:

  • Name — dagli un nome che riconoscerai poi, per esempio AI Content Generator – il-mio-sito.com. OpenAI non legge questo campo, è solo per il tuo tracking.
  • Project — se la tua organizzazione ha i progetti abilitati, scegli quello a cui la chiave apparterrà. Altrimenti il progetto di default va bene.
  • Permissions — scegli All per il plugin. AI Content Generator chiama Chat Completions ed Embeddings.

Clicca Create secret key e OpenAI ti mostra la chiave completa, che inizia con sk-proj- o sk- a seconda che tu sia sul sistema legacy o su quello project-based. Importante: questo è l’unico momento in cui vedrai la chiave in chiaro. Appena chiudi il dialog, OpenAI ne conserva solo un hash e ti mostra le prime sei cifre come suggerimento.

Passo 4 — Copia la chiave e conservala in modo sicuro

Clicca l’icona copia accanto alla chiave. Poi incollala immediatamente in un posto sicuro:

  • Un password manager (1Password, Bitwarden, Keychain di Apple) è la sede ideale — crea una nota sicura intitolata “OpenAI API key — il-mio-sito.com”.
  • Una nota privata in un’app di note criptata funziona, purché non sia sincronizzata in una cartella condivisa.
  • Non metterla in file di testo sincronizzati in cartelle pubbliche, in bozze email o dove un collega senza permesso potrebbe vederla.

Se sospetti che la chiave sia stata compromessa, torna a questa pagina e clicca Revoke. La chiave diventa inutile immediatamente e puoi crearne una nuova in trenta secondi.

Passo 5 — Attiva la fatturazione su OpenAI

Questo è il passo che quasi tutti dimenticano, e il motivo per cui una chiave appena creata restituisce errori insufficient_quota appena il plugin prova a usarla. Un account nuovo OpenAI ha zero crediti e OpenAI non fattura nulla finché non attivi esplicitamente.

Nella Platform apri Settings → Billing. Aggiungi una carta di credito, poi:

  • Compra un top-up di crediti one-shot (es. $10 o $20 — il consumo tipico di AI Content Generator su un blog piccolo è pochi euro al mese).
  • Abilita Auto recharge se vuoi che il saldo si ricarichi automaticamente quando scende sotto una soglia.

Per sicurezza, imposta anche un Monthly usage limit sotto Limits. Un tetto di $30 o $50 è un guardrail ragionevole mentre stai testando.

Passo 6 — Apri le Impostazioni di AI Content Generator

Ora il lato del plugin. Dentro l’admin WordPress vai a AI Content Generator → Impostazioni. Scorri fino alla sezione 🤖 OpenAI (GPT).

AI Content Generator Impostazioni pannello OpenAI (GPT) con campi API Key, API Base URL, OpenAI model, Temperature, Frequency Penalty e Presence Penalty
La sezione OpenAI (GPT) delle Impostazioni di AI Content Generator, dove incolli la chiave e scegli un modello di default.

I campi da compilare sono:

  • API Key OpenAI — incolla la chiave copiata al passo 4.
  • API Base URL — lascia il default https://api.openai.com/v1 (cambialo solo se stai routando attraverso un proxy).
  • OpenAI model — scegli un default. GPT-4o Mini è il punto ottimale per contenuti blog quotidiani.
  • Temperature — 0.3 è un default bilanciato per contenuti SEO.
  • Frequency / Presence penalty — 0.4 / 0.1 come punto di partenza.

Passo 7 — Imposta OpenAI come provider di default

Sotto le tre card provider (OpenAI, Claude, Gemini) trovi la sezione Default provider. Scegli OpenAI (GPT). Da questo momento in poi, ogni nuova campagna usa GPT di default — puoi comunque sovrascrivere sulla singola campagna dal metabox AI Provider.

Clicca Save settings in fondo alla pagina. Il plugin lancia un rapido controllo di credenziali in background; se la chiave è valida, la riga di stato torna verde con “OpenAI: configured”.

Passo 8 — Lancia una campagna di test

Il modo più veloce per confermare che tutto funziona è lanciare un test one-shot:

  • Vai a AI Content Generator → Nuova campagna
  • Nel textarea Titoli manuali, scrivi un titolo di test (es. Test articolo — verifica integrazione OpenAI)
  • Imposta il provider a OpenAI e il modello a gpt-4o-mini
  • Clicca Generate content for selected titles

Nell’arco di pochi secondi vedrai una bozza completa nella tua lista. Se sì, congratulazioni — OpenAI è collegato al tuo sito WordPress.

Troubleshooting comune

  • 401 Unauthorized / Invalid API key — hai copiato la chiave con uno spazio o parte mancante. Vai a rileggerla su OpenAI Platform e copiala di nuovo.
  • 429 You exceeded your quota — la fatturazione non è attiva o hai raggiunto il limite mensile. Controlla Settings → Billing → Usage.
  • model_not_found — il nome del modello nel plugin non corrisponde a un modello OpenAI attivo. Passa a gpt-4o-mini e riprova.
  • Il plugin salva ma le campagne vanno in timeout — verifica che il server possa raggiungere api.openai.com in HTTPS.

Hai finito

Questo è il flusso completo: crea la chiave, attiva la fatturazione, incollala nel plugin, scegli un modello, marcalo come default, lancia una campagna di test. Da qui ogni campagna nuova sfrutta GPT senza altre configurazioni.

Se vuoi anche collegare Claude o Gemini come provider di fallback (buona idea per la ridondanza quando OpenAI ha problemi), i relativi tutorial coprono lo stesso pattern con le peculiarità di ciascun vendor.

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